Vigevano, Ceffa ascoltato in procura: non c’era motivo di corrompere dei consiglieri

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Battagliero e deciso a difendere la propria posizione. Andrea Ceffa, il sindaco di Vigevano agli arresti domiciliari con l’accusa di aver cercato di corrompere la consigliera di maggioranza Roberta Giacometti per non farle abbandonare la maggioranza nell’ambito della cosiddetta congiura di Sant’Andrea, si è presentato in procura pronto a rispondere alle domande dei pubblici ministeri. 

Insomma il sindaco di Vigevano rispedisce al mittente tutte le accuse e ribadisce la propria estraneità ai fatti contestati. 

Di fianco alla battaglia nelle aule di tribunale c’è quella nelle aule della politica. Ceffa al momento è sospeso dalla carica di sindaco. Fino a quando lo sarà non potrà votare in consiglio quando verrà presentata la mozione che lo sfiducia. Toccherà al giudice per le indagini preliminari stabilire se la misura cautelare verrà confermata. 

Nel corso della mattinata in procura è stato ascoltato anche il costruttore vigevanese Alberto Righini, che è indagato per aver offerto alla consigliera comunale Emma Stepan 15 mila euro per abbandonare la maggioranza guidata da Andrea Ceffa.