Milano: Atm condannata a risarcire 16 tranvieri per i troppi straordinari, ”Usura psico-fisica”

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“Usura psico-fisica”. Questa la ragione dietro il risarcimento da 310mila euro che il giudice del lavoro ha condannato Atm a versare nelle tasche di 16 tranvieri che avevano fatto causa all’azienda dei trasporti. Il tema è quello del tetto massimo degli straordinari, fissato a 250 ore l’anno dal contratto di lavoro nazionale.

I 310mila euro verranno così divisi tra i sedici ricorrenti in base al danno subito da ciascuno, con quote individuali che varieranno dai 1.600 fino ai 38mila euro.

Il periodo oggetto del risarcimento va dal 2008 al 2022. Quattordici anni, dunque, in cui alcuni dei tranvieri coinvolti hanno superato di tre o quattro volte il tetto annuale delle 250 ore di straordinari.

Già nel 2021, la Cassazione aveva stabilito che un eccesso di ore straordinarie prolungato nel tempo può comportare un danno da usura psico-fisica, anche se – come nel caso di Atm – l’amministrazione dovesse sostenere che l’attività straordinaria sia autorizzata.

Elemento curioso è che tra le tesi della difesa sia emersa anche un possibile concorso di colpa dei lavoratori stessi, per essersi assoggettati ai turni straordinari. Versione evidentemente non presa in considerazione dal giudice.

Una vicenda che rimanda in modo abbastanza diretto alle carenze del personale Atm, al tema degli stipendi – troppo bassi per essere attrattivi – e a quello degli scioperi.

Secondo i sindacati, il 30% circa delle ore passate alla guida di un mezzo sono prestazioni lavorative a straordinario, a cui si aggiungono – come soluzione tampone da parte dell’azienda – i tagli alle frequenze di autobus, filobus e tram.