Fine Vita: Fontana difende Bertolaso, ma Fratelli d’Italia chiede chiarezza alla giunta regionale

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Il presidente della Regione Attilio Fontana nega che in giunta ci siano problemi dopo il primo suicidio assistito avvenuto in Lombardia poche settimane fa. Eppure, il tema continua a creare fibrillazioni in seno alla maggioranza.

Da un lato, dunque, Fontana che difende Bertolaso, spiegando che il suo assessore al Welfare ha fatto ciò che doveva e che la Regione doveva dare risposte anche in assenza di una legge nazionale sul fine vita.

Dall’altro però Fratelli d’Italia, primo partito di maggioranza, va oltre i semplici mugugni e presenta un’interrogazione sulla scrivania di Bertolaso sui tempi e i modi della somministrazione del farmaco da parte del sistema sanitario regionale.

L’accusa di Forte, storica anima dell’ala cattolica del centrodestra, è che si sia aggirato il voto dell’aula, dal momento che quest’ultima si era espressa con un secco no alla discussione della legge di iniziativa popolare sul fine vita presentata dall’associazione Luca Coscioni.

Le opposizioni naturalmente attaccano: il PD parla di “un’ambiguità allucinante”, con una destra che prima boccia la legge regionale sul Fine Vita e poi, con Bertolaso, autorizza una pratica di suicidio assistito.

E anche il Movimento 5 Stelle è tutt’altro che silente sul tema.