Milano: sciopero dei magistrati contro la riforma Nordio, ”Noi a difesa della Costituzione”

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Metaforicamente, le braccia sono incrociate sopra alle toghe. Nel concreto, reggono una copia della Costituzione.

È il giorno dello sciopero dei magistrati contro la riforma costituzionale sulla giustizia del ministro Nordio, ad oggi in discussione al Senato dopo l’approvazione alla Camera. Perno centrale della protesta, la separazione delle carriere, ossia l’introduzione di carriere con concorsi di ammissione diversi e norme interne differenti per i magistrati inquirenti, ossia i pubblici ministeri che conducono le indagini, e quelli giudicanti, ovvero quelli che emettono le sentenze. Oltre a questo, il testo creerebbe un CSM per ciascuna delle due carriere, istituendo un nuovo organismo, l’Alta corte disciplinare, incaricata di giudicare sugli illeciti di entrambe le magistrature.

Questo spacchettamento è però visto dalla stragrande maggioranza dei magistrati come un indebolimento della propria autonomia e un’apertura a possibili ingerenze della politica nella conduzione del potere giudiziario. In altre parole, una violazione della separazione dei poteri che sta alla base della Costituzione.

Ragione per cui i magistrati, che a Milano hanno scioperato con un tasso di adesione del 90%, spiegano che il loro non è uno sciopero a contro il governo, ma un’azione a difesa della Costituzione.

Dopo il flash mob e il volantinaggio, all’interno di Palazzo di Giustizia, nel corso di un’assemblea in aula magna, sul podio si sono avvicendati più relatori, tra cui anche il presidente del Tribunale Fabio Roia, che ha attaccato duramente la riforma.

L’unica difesa del testo è arrivata dal presidente dell’ordine degli avvocati, Antonino La Lumia, che ha sottolineato come la riforma “non soltanto non sia un atto che viola la Costituzione, ma è – esattamente al contrario – un intervento necessario per dare finalmente attuazione al principio del giusto processo”.