Nucleare: Sala si schiera per il no, ”Non adesso, le tecnologie non sono solide”

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Tra i rimedi per il mal di bollette, sempre più alte sono le voci che invocano una riapertura dell’Italia al nucleare, soprattutto con le tecnologie di ultima generazione. C’è la politica che lo chiede, come il segretario della Lega Matteo Salvini, ma anche la parte produttiva del Paese, con Assolombarda in prima linea.

Solo pochi giorni fa, il Consiglio dei ministri ha approvato anche la legge delega “in materia di energia nucleare sostenibile”, che dovrebbe portare l’Italia ad avere reattori di nuova generazione operativi “verso il 2030”.

Eppure, come sempre, ci sono anche le voci dissonanti, anche quelle che magari non ci si aspetterebbe, come il sindaco di Milano, Beppe Sala, che boccia – almeno a metà – la visione del governo, sostenendo che il momento del nucleare non sia adesso.

Una presa di posizione condivisa anche dalla parte ambientalista della sua Giunta.

Un dibattito che evidentemente investe la sfera della sostenibilità, battaglia che Sala – nonostante le tante, tantissime critiche provenienti dalle associazioni ambientaliste – dice di avere a cuore, anche se Milano si sente un po’ sola.