Ucraina: le imprese lombarde guardano alla ricostruzione dopo la distruzione della guerra

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Si mettono letteralmente in fila le imprese lombarde e del nord Italia interessate alla ricostruzione dell’Ucraina. La guerra è ancora da finire, ma lo sguardo si posa più in là. Sul tavolo ci sono quindici miliardi di euro e per discutere di tutto questo, l’auditorium Testori di Palazzo Lombardia si è riempito di imprenditori, chiamati a raccolta dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha affrontato i nodi oggi al centro dell’attualità internazionale, chiedendo una pace giusta che non può prescindere da Ucraina e Unione Europea.

Non esattamente la stessa posizione dell’altro vicepremier, Matteo Salvini, che ormai ha scelto di inseguire le posizioni di Donald Trump e di criticare tanto il piano di riarmo voluto da Von Der Leyen quanto l’esercito comune europeo.

E se le acque del governo si agitano sulla questione ucraina, le increspature arrivano anche in Lombardia. Il governatore Attilio Fontana non si presenta davanti alle telecamere e si limita a ricordare l’impegno della Lombardia dopo lo scoppio della guerra.

Tra gli ospiti del convegno, la vicepremier ucraina Yulia Svyrydenko, che ha ringraziato l’Italia per il suo impegno, più che mai fondamentale sui tavoli diplomatici oggi e per la ricostruzione del suo Paese, un domani.