Milano e la crisi climatica, studio inglese: ”317 morti da caldo estremo”

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La città di Milano è oggi simbolo di una tragedia climatica. Secondo uno studio studio congiunto dell’Imperial College London e della London School of Hygiene & Tropical Medicine, riportato da Greenpeace, in soli dieci giorni, tra il 23 giugno e il 2 luglio, il caldo estremo avrebbe ucciso 317 persone. I numeri evidenziati, che stanno suscitando ampio dibattito nel mondo scientifico e trovano diversi studiosi italiani in forte disaccordo, sarebbero infatti drammatici.
Il cambiamento climatico infatti avrebbe triplicato i decessi causati dal caldo in 12 grandi città europee. Milano, insieme a Roma, guida questa drammatica classifica. In Italia, in quei dieci giorni, sarebbero morte almeno 500 persone. Il 65% di questi decessi è direttamente attribuibile all’uso continuo e irresponsabile di combustibili fossili.
Se questo studio trovasse riscontro non si potrebbe più parlare di eventi eccezionali. Le morti per eventi meteo estremi sarebbero infatti aumentate del 1.200% in soli pochi anni e soprattutto a Milano risuonerebbe il campanello d’allarme. Al momento lo stesso governo sembra ignorare il tema, avedo bloccato persino il Piano nazionale di adattamento climatico.
Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde ha sul tema parlato delle politiche ambientali, evidenziando come non siamo più un lusso ma una necessità per salvare vite umane: “Serve agire subito: ridurre le emissioni, accelerare la transizione alle rinnovabili, adattare le città al nuovo clima”, ha dichiarato.
Le categorie più colpite stando al rapporto ovviamente sono le persone anziane, spesso già fragili, che vivono in città non preparate ad affrontare eventi estremi di questa portata. Alcuni esperti sottolineano come infatti Milano sta diventando un caso emblematico della crescente vulnerabilità urbana di fronte al riscaldamento globale.