Equalize, l’esperto informatico Calamucci accusa Pazzali: ”Chiedeva di spiare La Russa e famiglia”

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Enrico Pazzali, ex titolare dell’agenzia investigativa Equalize ed ex numero uno di Fondazione Fiera Milano, chiedeva all’ex superpoliziotto Carmine Gallo di effettuare accessi abusivi al Sistema d’indagine delle forze dell’ordine sul presidente del Senato Ignazio La Russa e sulla sua famiglia. Sarebbe questa l’accusa che l’esperto informatico Nunzio Samuele Calamucci avrebbe rivolto a Pazzali durante il confronto con l’ex titolare di Equalize davanti ai pm Francesco De Tommasi e Antonello Ardituro. I due sono indagati nella maxi inchiesta sui presunti dossieraggi illegali realizzati dall’agenzia investigativa. Le ricerche sui La Russa emergono già negli atti, dove si fa riferimento a otto accessi tra il 2023 e il 2024 al Sistema d’indagine, di cui in un caso sui figli Lorenzo e Leonardo Apache, effettuati nel giugno 2023 negli uffici delle forze dell’ordine di Malpensa.

È da Gallo, scomparso nel marzo scorso, che Calamucci avrebbe saputo di quegli accessi, come lui stesso avrebbe riferito nel confronto con Pazzali, durato oltre 10 ore e con diversi momenti di attrito tra i due. I pm pare credano di più all’esperto informatico e ritengano invece inverosimili i racconti dell’ex numero uno di Fondazione Fiera Milano, il quale, difeso dall’avvocato Federico Cecconi, avrebbe affermato di non sapere nulla degli accessi abusivi e che Calamucci e Gallo agivano “a sua insaputa”. Pazzali avrebbe inoltre spiegato che le ricerche sui La Russa sarebbero derivate da un test, quello dell’aggregatore di dati ‘Beyond’.

Nel confronto, si sarebbe parlato anche di una richiesta da parte dell’ex titolare di Equilize all’allora superpoliziotto di informazioni su un manager di Webuild in merito al tema della ristrutturazione dello stadio Meazza, come risulta anche da un’informativa dei carabinieri dello scorso febbraio.

Intanto, la posizione di Calamucci, difeso dall’avvocata Antonella Augimeri, va verso lo stralcio rispetto a quella degli altri 14 indagati, tra cui Pazzali e l’ipotesi patteggiamento per il tecnico informatico è ormai in vista.