Sanità, la Regione Lombardia interverrà sugli attacchi hacker. Attaccano le opposizioni

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La Lombardia interverrà sui software privati utilizzati dai medici di base per certificarne la sicurezza informatica. Lo ha stabilito l’assessorato al welfare dopo l’audizione convocata in commissione Bilancio del Pirellone con Aria Spa, l’agenzia che affianca la regione nella trasformazione digitale della pubblica amministrazione, per far fronte all’attacco hacker partito l’8 ottobre sulla piattaforma “Paziente Consapevole” e andato avanti per qualche giorno.

Sono stati 180mila i pazienti, i cui dottori utilizzavano il portale, che hanno subito il furto di dati e sono stati bombardati da mail che chiedevano loro di pagare per visite ed esami in realtà inesistenti. La piattaforma si è sempre più diffusa tra i 7 mila medici e pediatri di base lombardi, che potevano così gestire i vari appuntamenti e realizzare anche video-consulti accorciando le code in studio e lavorando da remoto. Ma le app non sono gestite direttamente dal sistema informatico regionale, bensì sono private e devono quindi carpire i dati dal Fascicolo sanitario elettronico. Da qui, quindi, il problema di cybersicurezza.

Aria Spa ha raccontato che dopo la prima segnalazione dell’8 ottobre scorso di una mail truffaldina in cui venivano chiesti dati personali, il cosiddetto ‘phishing’, i casi sono saliti a 18 in soli due giorni, tutti legati ad assistiti i cui medici avevano lo stesso software per la gestione del paziente. Le cartelle cliniche sono state dunque messe sul mercato del deep web a prezzi anche piuttosto irrisori, fino a 20 dollari l’una. È stata quindi coinvolta la Polizia postale, che ha avviato l’indagine: dai primi rilievi è emerso come soltanto una volta su quattro le app siano sicure.

La vicenda ha portato con sé anche diverse critiche da parte dei consiglieri regionali. Secondo il capogruppo del Movimento Cinque Stelle, Nicola Di Marco, è stata smentita la linea dell’assessore Bertolaso, che ha liquidato la vicenda come un errore della piattaforma. Il consigliere del Pd Pietro Bussolati si è detto invece contrario a strumenti privati in sanità.