Digitale, un mercato che in Italia vale 44 miliardi di euro. Ferme però le piccole imprese

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In un mondo sempre più digitale, le aziende italiane stanno rispondendo bene alle nuove richieste della tecnologia, mostrando costanza e interesse. Il mercato delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione vale infatti ormai oltre 44 miliardi di euro ed è in continua crescita: dopo il +4% del 2024, l’incremento nel 2025 è stato del 4,5%. E per il 2026 è già atteso un altro delta positivo del 4%.

Nonostante il contesto geopolitico generi molta incertezza sull’economia italiana, la sfida della tecnologia appare ormai irrinunciabile per le aziende del Paese e nel percorso di digitalizzazione si conferma il ruolo guida delle regioni nordoccidentali, cioè Lombardia, Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta. L’interesse per il mondo tech si limita però alle grandi imprese, mentre quelle medie e piccole, che in Italia sono il 98%, sono ancora molto indietro sul tema. Solo 3 su 10 hanno infatti iniziato un percorso verso il digitale. Guardando al 2026 c’è però ottimismo e ci si aspettano numeri in crescita.

Il percorso verso la digitalizzazione è però ostacolato da alcuni temi critici, primo fra tutti la mancanza di risorse pubbliche, segnalata da un’azienda su tre. Servono, però, anche maggiori competenze sul digitale, soprattutto in un contesto di cultura aziendale non sempre orientata al cambiamento.

Per agevolare la corsa alla digitalizzazione, Assintel, l’associazione nazionale di riferimento delle imprese digitali, ha quindi presentato nella sede milanese di Confcommercio 10 richieste alla politica. La proposta di agenda digitale mette al centro la formazione e l’incremento di risorse, attraverso una maggiore cooperazione tra università e imprese, che deve essere monitorata attraverso osservatori appositi, un partenariato pubblico-privato e una semplificazione dei bandi di finanziamento pubblici.