Il doppio incendio che nei giorni scorsi ha interessato il penitenziario di San Vittore ha riacceso i riflettori sulla situazione carceraria non solo dell’istituto ma anche più generale di Milano e dell’Italia.
Il garante dei detenuti del comune meneghino, Luigi Pagano, già direttore della casa circondariale situata nel cuore della città, ha commentato l’idea lanciata dal sindaco Giuseppe Sala di collocare un parco e spostare il carcere altrove. Secondo Pagano, così facendo si dilaterebbe semplicemente il problema, anche sul lungo periodo, perché la vera criticità da risolvere è il sovraffollamento. I detenuti aumentano con costanza, a fronte di strutture che non riescono ad ospitarli e nemmeno a organizzare attività per ricollocarli nella società. Ciò significa che all’occorrenza i reclusi devono essere spostati in altri penitenziari, sovraffollando pure quelli.
Al sovraffollamento, che a San Vittore raggiunge la cifra record del 220%, ci può essere rimedio, dall’amnistia al condono delle pene. Un appello lanciato anche da papa Francesco e ripreso da Leone XIV nell’anno giubilare corrente.
Alla situazione delle carceri ha dedicato parte del suo discorso alla città anche l’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, che ha invocato quei regolamenti di recupero e reinserimento previsti anche dalla Costituzione. Un insegnamento recepito anche dalla Conferenza episcopale lombarda per la pastorale carceraria, che attraverso il suo delegato, don Daniele Gianotti, anche vescovo di Crema, sta organizzando campagne di sensibilizzazione prima di tutto fra i cristiani.







