Milano, lavori e pavé in via Torino, la destra chiede ristori per i negozi: paura effetto M4

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I lavori per la rimozione del pavé e la sostituzione dei binari sono partiti da settimane e i primi effetti si vedono già soprattutto per i commercianti: meno passaggio, accessi complicati, incassi che calano. In via Torino, via Correnti, a Milano, i negozi iniziano a fare i conti con cantieri destinati a durare mesi.

Per questo il consigliere della Lega Samuele Piscina ha presentato in Consiglio comunale un ordine del giorno che chiede ristori economici per le attività coinvolte. La proposta punta a un fondo straordinario e a contributi a fondo perduto, calibrati sui cali di fatturato, per evitare che si ripeta quanto già accaduto con i cantieri della M4, durati anni e costati la chiusura a diverse attività.

Il nodo è quello dell’effetto barriera: transenne, deviazioni e meno clienti, mentre affitti e costi restano invariati. Una situazione che, secondo gli esercenti, sta già incidendo sui bilanci.

Sul fronte politico, la destra attacca anche nel merito dell’intervento: contraria alla rimozione del pavé, considerato un elemento storico identitario della città che, con l’asfalto, rischia di scomparire.

Dal Comune, però, la linea resta prudente. In un recente incontro con i commercianti è stato chiarito che la Cosap il canone per l’occupazione di suolo pubblico  verrà ridotta o sospesa nei casi in cui i cantieri impediscano l’utilizzo degli spazi esterni.

Per i ristori veri e propri, compresi eventuali sconti sulla Tari, si attende invece un parere di ANCI per verificare la fattibilità giuridica ed economica delle misure.

Intanto i cantieri vanno avanti e, tra le vetrine, cresce il timore che il conto più pesante arrivi proprio alla fine dei lavori.