I boschi del Ticino rinascono dopo il ciclone Poppea con i contributi dell’Europa

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Sono circa 11 milioni di euro i contributi arrivati dall’Unione Europea per ripiantumare le aree del Parco del Ticino al confine tra Cassolnovo e Vigevano, ma anche nell’abbiatense e nel magentino, dopo i danni del ciclone Poppea del 2023. La comunicazione ufficiale l’ha data proprio il Parco del Ticino, in una mattinata dedicata a spiegare come e quando si interverrà per realizzare quello che è uno dei più grandi interventi naturalistici che la Valle del Ticino abbia mai ospitato.

Quello per il quale il Parco del Ticino ha ottenuto dei contributi dall’Europa è un progetto della durata di 7 anni, che partirà dall’autunno. Il primo passo sarà quello di raccogliere tutte le informazioni su quanto è accaduto nel ciclone Poppea. Prima di reinvestire per ripiantare gli alberi è necessario, infatti, capire quali atteschiscano, perché non è detto che le nuove piante (anche se identiche alle precedenti) possano attecchire. Il cambiamento climatico influisce non solo per gli eventi come tempeste e uragani, ma ad esempio la siccità rende gli alberi meno stabili. Negli ultimi anni, la principale causa di disboscamento è rappresentata dal vento. Per questo il parco del Ticino sta valutando sulla scelta di querce che siano più resistenti.

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