La noia è davvero…una noia? Con silvana Sperati nella fattoria dove si (re)impara la fantasia

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L’esperienza della natura come antidoto a quella, straniante, della tecnologia. La noia, che da disvalore e stato negativo, diventa lo spazio della creatività, dove il cervello, non più nutrito da un flusso continuo di stimoli esterni (come lo scrolling dei social), diventa un fattore evolutivo
essenziale.
Parte (anche) da qui il lavoro di Silvana Sperati, educatrice e scrittrice che, nel suo agriturismo culturale di Montebello della Battaglia, da 30 anni si dedica alla formazione dei bambini. Alla Fattoria delle ginestre ne sono passate intere generazioni e, con tutti, attraverso il gioco e la
fantasia, ha messo in pratica quanto ha imparato nella sua lunga collaborazione con Bruno Munari, artista e pioniere del design in grado di unire creatività e rigore, ma anche di creare un vero e proprio metodo di insegnamento. L’abbiamo incontrata.

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