Varzi: la frana fa ancora paura, e la viabilità alternativa è ridotta

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Dopo il sospiro di sollievo per l’assenza di feriti o dispersi sotto le macerie, a Varzi è il momento dei sopralluoghi degli enti nei pressi della frana che ha interrotto la provinciale 18, per provare a tracciare un percorso di ripristino che di certo non sarà breve.

Poche decine di metri al di sopra della carreggiata invasa dai detriti infatti decine di metri cubi di pietre incombono, sorretti solo dalle reti anticaduta massi poste solo 5 anni fa e oggi quasi completamente divelte. Oltre a ciò, i geologi temono che l’intero versante possa subire nuovi scivolamenti.

I servizi essenziali per le frazioni a monte della frana come Dego, Cella e Nivione, sono stati spostati sulla vicina val Curone, in provincia di Alessandria, mentre il servizio viabilità della provincia di Pavia, dopo un sopralluogo sulla provinciale 91, strada alternativa per raggiungere la val di Nivione partendo da Varzi, ha deciso di vietare il transito ai mezzi superiori ai 35 quintali che quindi, fino alla riapertura della 18 per raggiungere le frazioni semi-isolate oltre la frana, non avranno praticamente altra scelta che scendere fin quasi a Voghera e risalire la Val Curone.