Branzini, scampi, gamberoni, merluzzi. Bancali e bancali di pesce surgelato spariti nel nulla. Finché i titolari di una ditta di Marzano hanno denunciato gli ammanchi ai carabinieri che, dopo un’accurata indagine, hanno ricostruito l’accaduto e fatto scattare le manette ai polsi di tre dipendenti infedeli della ditta.
Si tratta di due italiani 23 e 30 anni, residenti a Copiano e di un kosovaro di di 25 residente a Milano, tutti collaboratori dell’azienda, la stessa che avevano deciso di derubare. Quando sono stati controllati, l’altra mattina all’alba, erano a bordo di un furgone. Sopra, c’erano 20 quintali di pesci surgelati pronti per la vendita per un valore, all’ingrosso, di oltre 20mila euro. Ai carabinieri che gli hanno chiesto conto del carico, non hanno saputo offrire risposte convincenti e sono scattati gli arresti.
Le indagini hanno permesso inoltre di ricostruire il modus operandi della banda del pesce. Conoscendo bene la struttura e avendo le chiavi di accesso, il gruppetto poteva entrare a piacimento anche di notte. Era allora, secondo la ricostruzione, che avvenivano i furti. L’organizzazione era quasi perfetta.
Poiché uno dei tre era addetto alla pesa, quando adocchiavano qualche partita di loro interesse, riuscivano a falsificare i dati in modo che i loro superiori non potessero accorgersi di nulla. La merce sequestrata martedì mattina è stata restituita all’azienda mentre i tre sono stati posti agli arresti domiciliari in attesa del processo per direttissima.







