Truffa del vino: il giorno dopo alla Cantina sociale di Canneto

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Il giorno dopo il blitz coordinato dalla Procura di Pavia, del rumore assordante degli elicotteri, dei lampeggianti e delle decine di agenti giunti nel piazzale, non c’è più traccia. Le indagini per la nuova truffa del vino da 12mila quintali proseguono, come sono iniziate, nel silenzio, e con esse le perquisizioni e i sequestri di documenti in diverse regioni del Nord, dal Piemonte al Trentino, presso le sedi dei clienti che acquistavano qui il vino sfuso per poi rivenderlo o usarlo per il taglio di altre partite.

Ma la cantina resta aperta e il consiglio di amministrazione, decapitato dopo l’arresto del presidente Carini e della sua vice Colombi, sta tentando di individuare i nuovi vertici per dare continuità all’azienda. Al momento, dalla cooperativa non sono giunte comunicazioni ufficiali.

Nel pomeriggio di giovedì il Distretto del Vino di Qualità, a cui la Sociale di Canneto aveva aderito dopo il noto strappo delle aziende di filiera dal Consorzio, ormai alcuni anni fa, fatto sapere che, a seguito dell’arresto, il presidente Carini è stato sospeso dal Cda, in cui comunque – spiega il Distretto – non avrebbe avuto alcuna delega.

Le sette misure cautelari scattate all’alba di mercoledì hanno provocato anche l’auto-sospensione dell’enologo Aldo Venco, tra i 5 posti agli arresti domiciliari, dalla vicepresidenza della sezione Lombarda di Assoenologi.

Tra le reazioni nel mondo del vino, nella giornata di giovedì, si è registrata anche la presa di posizione del presidente della cantina sociale Terre d’Oltrepò, come noto al centro di un’inchiesta che nel 2014 portò alla denuncia di quasi 300 persone, tra cui diversi soci conferitori, enologi, mediatori e ovviamente gli ex vertici della cooperativa molti dei quali, come l’ex direttore Livio Cagnoni, condannati nel processo di primo grado a Pavia. “Anche una grande cantina cooperativistica come la nostra – ha detto Andrea Giorgi – può e deve fare qualità. Noi ci stiamo provando. Se qualcuno ha sbagliato sarà la magistratura a decretarla ma – ha concluso – puntare il dito contro tutto e tutti ferisce l’orgoglio di chi ci messo impegno per voltare pagina e sta sviluppando progetti sani e puliti”.