Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere due dei tre indagati nella presunta truffa del vino della Cantina sociale di Canneto. Si tratta di un enologo al momento agli arresti domiciliari e di un socio conferitore di Santa Maria della Versa, sottoposto invece all’obbligo di firma.
L’interrogatorio di garanzia, fissato per venerdì mattina in tribunale, ha riguardato anche il mediatore di uve Claudio Rampini, accusato, assieme alle altre persone arrestate, di associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio (12 gli episodi contestati, nel periodo settembre-novembre 2018). L’uomo, assistito dagli avvocati Filippo Frattoni e Marco Casali, ha risposto alle domande del Gip Luisella Perulli, chiarendo i suoi rapporti con la cantina.
La prossima settimana, a partire da martedì, riprenderanno gli interrogatori. Saranno sentiti il presidente Carini, la vicepresidente Colombi, l’enologo Aldo Venco (al momento tutti ai domiciliari) e l’altro socio conferitore sottoposto all’obbligo di firma.
L’inchiesta intanto prosegue con la verifica da parte degli investigatori della documentazione contabile dei soci conferitori di uve e l’iscrizione nel registro degli indagati di nuove persone.







