Sui cancelli c’è il disegno dell’arcobaleno, metafora dell’ “andrà tutto bene”. E poi una scritta di ringraziamento agli operatori del comparto medico.
Ma l’atmosfera al Pio Albergo Trivulzio non deve essere così rilassata come appare all’esterno: le decine di morti, il cui numero è superiore di tre volte rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e ora la commissione di indagine. Regione e Ministero della Salute, in due separate inchieste, cercano trasparenza e chiarezza sulla gestione dell’emergenza Covid oltre che eventuali responsabilità.
Alla Pio Albergo Trivulzio sono morte 70 persone a marzo. 27, riconducibili al virus, nella prima settimana di aprile. Inoltre alcuni tra gli operatori hanno sin da subito denunciato la mancanza di dispositivi adeguati di protezione, oltre che un divieto iniziale nell’uso delle mascherine arrivato dalla dirigenza per non generare panico tra i pazienti. Quello che si contesta è anche di aver tenuto nascosti casi di contagio.
“Abbiamo sempre rispettato le regole, non c’è stata nessuna strage nascosta”: è la replica delle struttura per anziani.
Nella commissione d’inchiesta istituita da Regione Lombardia spunta anche il nome di Gherardo Colombo, l’ex pm di mani pulite, nominato da Palazzo Marino .
La seconda commissione di indagine istituita dalla Regione si concentra sulle altre case di riposo dove sono stati portati alcuni malati Covid sulla base di una delibera che chiedeva alle RSA di accogliere pazienti dimessi dagli osepdali per liberare reparti di terapia intensiva e sub intensiva. Sono state 15 su 700 a dare la disponibilità.
Sulla presunta cattiva gestione dell’emergenza in queste strutture anche la Procura ha aperto numerosi fascicoli con l’accusa di diffusione colposa di epidemia.







