Vaccini, Fondazione Gimbe ‘51% dei vaccini a non sanitari’, Regione smentisce

È di nuovo scontro sui numeri. Dopo la guerra sui casi positivi di coronavirus che ha coinvolto Regione e Governo e che ha riportato la Lombardia in zona arancione, adesso è il turno dei vaccini. Ad accendere la miccia delle polemiche, è stata la Fondazione Gimbe, in uno dei suoi report periodici: secondo la Fondazione, il 51% dei vaccini somministrati in Lombardia sarebbero andati a personale non sanitario. Sarebbero infatti solo il 40% quelli destinati a medici, infermieri ed altri operatori sanitari.

La replica di Regione non si è fatta attendere: “Ad oggi Regione Lombardia ha effettuato oltre 256.000 vaccini anticovid, oltre 11mila nelle ultime 24 ore. Di questi, il 67,2%, più di 172.000, sono stati somministrati ad operatori sanitari di strutture pubbliche, private, medici di famiglia, Pediatri di libera scelta e liberi professionisti. Altri 30.000, pari all’11,7%, sono andati a ospiti di RSA, mentre 54.000 dosi, il 21,1%, è stata iniettata a operatori non sanitari, ossia il personale amministrativo degli ospedali, che comunque, sottolinea Regione Lombardia, rientra nelle categorie coinvolte nella prima fase della campagna vaccinale. “La ricostruzione fornita dalla Fondazione Gimbe conclude la nota di Regione, non è coerente con l’attività vaccinale realmente svolta e comunicata al Ministero della Salute”.

Dal canto suo, la Fondazione ha fatto sapere che i dati in questione sono il risultato di un’elaborazione di quanto fornito dal Ministero della Salute e dalla struttura commissariale guidata da Domenico Arcuri.

Benzina sul fuoco per le opposizioni del Pirellone, con Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle che chiedono chiarezza sui numeri.