Comune, per il 2021 previsti 350 milioni in meno di entrate

Più che un buco, una nuova voragine. La pandemia, che ha già presentato un conto salatissimo al bilancio del Comune di Milano nel 2020, anche nel 2021 costerà cara alle casse di Palazzo Marino. Secondo le prime stime del bilancio di previsione, dovrebbero essere tra i 300 e i 350 i milioni che mancano all’appello alla voce entrate. Una stima che l’assessore al Bilancio, Roberto Tasca, definisce realistica, ma che, nonostante tutte le difficoltà, non comporterà tagli ai servizi o un aumento del carico fiscale o delle tariffe. L’obiettivo della Giunta guidata dal sindaco Giuseppe Sala, infatti, non ha in calendario tagli su nessun fronte, soprattutto di fronte al bisogno crescente dettato dalla pandemia.

Per fronteggiare numeri di questa portata, servirà quindi chiedere aiuto nuovamente al governo, che è già intervenuto in soccorso di Palazzo Marino con un’iniezione da 480 milioni di euro nel 2020, quando il bilancio ha fatto registrare minori entrate per 630 milioni, il 60% circa del budget che muove la macchina comunale.

Come accaduto per il 2020, anche il bilancio del 2021 avrà nei trasporti il capitolo più sanguinoso: la mancata vendita di biglietti, dovuta alla capienza dimezzata e al timore di viaggiare sui mezzi pubblici, costerà al comune qualcosa compreso tra i 150 e i 160 milioni di euro.

C’è poi il tema del Turismo, con i suoi 20 o 30 milioni di mancata tassa di soggiorno. Certo, non saranno i 45 milioni del 2020, ma le cifre restano pesanti. E sempre legato al calo drammatico dei flussi turistici, c’è il caso di Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi: con i voli ridotti al minimo, per il Comune non ci saranno dividendi da incassare, né ordinari, né straordinari, per una perdita complessiva che potrebbe aggirarsi intorno ai 60 milioni. Numeri impietosi che si sposano con una scadenza scomoda per la presentazione del Bilancio di previsione, fissata il prossimo marzo. Un primo passo potrebbe essere quello di rimodulare le spese di Palazzo Marino, ma per compensare 350 milioni di euro mancanti servirà ben altro. A partire dall’aiuto del prossimo governo.