È scontro tra il comune di Milano e Assopetroli, dopo che quest’ultima ha impugnato il Regolamento per la qualità dell’aria approvato dal Consiglio comunale. Al centro delle polemiche due punti specifici del Regolamento: da un lato, le colonnine elettriche per la ricarica dei veicoli e, dall’altro, le caldaie a gasolio.
Il Regolamento per la Qualità dell’Aria che il Comune di Milano ha approvato lo scorso novembre prevede infatti che ogni distributore di carburante si doti di una colonnina elettrica per la ricarica dei veicoli, presentando i progetti entro il 1° gennaio del 2022 e procedendo all’installazione entro il 1° gennaio dell’anno successivo.
Secondo Assopetroli si tratta di un provvedimento calato dall’alto che non tiene conto dell’onere economico a carico delle aziende, della scarsa redditività del servizio di ricarica e del problematico ritorno dell’investimento.
Per le caldaie a gasolio e biomassa, invece, il Regolamento vieta di installare nuovi impianti per il riscaldamento degli edifici e, a partire dal 1° ottobre 2022, sarà vietato utilizzare gasolio anche negli impianti di riscaldamento già esistenti. Una misura che per Assopetroli va a danneggiare i cittadini, dal momento che questi ultimi dovranno provvedere alle sostituzioni con mezzi propri.
“Una lobby che fa male al Paese” ha commentato l’assessore all’Urbanistica e Ambiente, Pierfrancesco Maran, per il quale il ricorso di Assopetroli arriva in un momento in cui l’Italia ha incentivi senza precedenti per l’efficienza energetica. Ovviamente il Comune si difenderà al Tar, ha concluso Maran, che si è detto sicuro di vincere la controversia. Un dibattito che accende la polemica anche tra i consiglieri di maggioranza e opposizione.







