L’allarme è stato lanciato da Cgil e Cisl. Il trasferimento della gestione delle strade degli enti locali ad Anas non può pesare sulla sicurezza dei cittadini. I sindacati sottolineano preoccupazione per il piano ribattezzato “Rientro Strade”, che prevede il passaggio -solo in Lombardia- di circa 1000 km ad Anas, la cui gestione dovrebbe essere assicurata con le risorse attualmente disponibili e cioè con un numero molto limitato di tecnici e personale operativo. Complessivamente la società dovrebbe farsi carico di più di 2000 km di strade.
Per Cgil e Cisl occorre mettere in campo un serio piano di assunzioni che garantisca la buona gestione e manutenzione delle strade lombarde oltre al potenziamento di mezzi ed attrezzature e dei Centri di raccolta del personale addetto alla sorveglianza. È preoccupante -si legge nella nota diffusa nelle scorse ore- che, a fronte delle reiterate richieste di implementazione degli organici avanzate dalle segreterie regionali e nazionali, la Società non sia intervenuta per tempo, considerando che i decreti con i quali le strade sono state riclassificate sono del febbraio 2018 e del novembre 2019.
Filt Cgil e Fit Cisl della Lombardia -conclude il comunicato- oltre a chiedere nuovamente ad Anas l’assunzione urgente di personale, sono impegnate in queste ore nel segnalare questa grave problematica anche ai soggetti istituzionali preposti, al fine di garantire la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori.







