Quasi 3 miliardi di metri cubi di acqua in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ovvero al 56,8% in meno rispetto al quantitativo medio delle riserve idriche. Dopo 3 mesi senza neve e pioggia, l’inverno più mite e secco degli ultimi 30 anni secondo i dati Arpa, gli agricoltori lanciano l’allarme siccità: “Una situazione che mette in serio pericolo le produzioni nelle campagne – ha sottolineato Coldiretti Pavia – dove le coltivazioni seminate in autunno come orzo, frumento e loietto iniziano ora la fase di accrescimento che rischia di essere compromessa dalla siccità”.
Ma a preoccupare sono le ormai prossime semine di mais e riso: con i terreni aridi e duri le operazioni potrebbero essere più che problematiche. Il fiume Po in secca al Ponte della Becca è sceso a -3,23 metri, più basso che a Ferragosto ed è rappresentativo della situazione di sofferenza in cui versano tutti i principali corsi d’acqua al nord come d’estate ma anomalie si vedono anche nei grandi laghi che hanno percentuali di riempimento che vanno dal 6% di quello di Como al 31% del Maggiore, secondo il monitoraggio della Coldiretti.
“In questo scenario – continua Coldiretti Pavia – vanno rivisti i termini per l’applicazione del deflusso che si vuole introdurre in Lombardia. Pensato per raggiungere obiettivi ambientali stabiliti nelle direttive europee – precisa la Coldiretti – così come è stato definito non tiene in dovuta considerazione i cambiamenti climatici, con gli effetti della tendenza alla tropicalizzazione che si stanno verificando sui nostri territori.
“Il Covid e l’attuale guerra in Ucraina – ha concluso l’associazione – stanno evidenziando la centralità del cibo e della sovranità alimentare come cardine strategico per la sicurezza, soprattutto in un Paese deficitario come l’Italia”.







