Alla fine del discorso, con la standing ovation di assessori e consiglieri di maggioranza, per Andrea Ceffa sono arrivate anche le lacrime. Per lo scioglimento di una tensione durata giorni. Per una vicenda, quella delle 13 dimissioni poi diventate 12 con conseguente salvataggio della giunta dalla decadenza, che il sindaco di Vigevano ha definito “una congiura che mi ha fatto provare tristezza”.
Il sindaco fa anche considerazioni di altro tipo, commentando alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa da Gianpietro Pacinotti, esponente del Terzo Polo che ha partecipato alle consultazioni che hanno portato alle dimissioni di massa e in cui si faceva riferimento all’azione di “persone molto conosciute in città” che si sarebbero operate per accelerare le operazioni, considerandola un’ingerenza sull’azione politica.
“Non ho mai pensato di dimettermi perché non c’erano le condizioni per farlo”, ha affermato Ceffa, che non si esprime sui possibili equilibri in consiglio comunale che, al momento, lo vedrebbero conservare la maggioranza per un solo voto. “Bisognerà vedere cosa succederà”, commenta, annunciando inoltre che verrà valutata un’opzione legale per validare le 12 dimissioni, comprese quelle dei consiglieri di maggioranza dissidenti e di sostituire i consiglieri autori del “blitz”. Questo perché, è la sua tesi, erano a conoscenza del fatto che il 13esimo, Riccardo Capelli, avesse cambiato idea e che quindi, diversamente da quanto indicato dalla prefettura, l’intenzione non era quella di far cadere il consiglio ma di procedere a dimissioni personali.







