Crisi del calzaturiero a Vigevano: il Governo passa la palla al Comune

“I problemi del calzaturiero a Vigevano e in Lomellina possono fare leva sul regime di aiuto come spiegato dalla legge 181 del 1989”.
Questa la risposta del Ministero delle Imprese e del Made in Italy durante la commissione sulla crisi del distretto delle calzature a Vigevano.
L’interrogazione sul tema era stata presentata dal Partito Democratico un mese fa e sottolineava l’importanza della produzione calzaturiera nella città Ducale e in Lomellina. Si tratta infatti di un polo di eccellenze che genera il 7,3% del valore aggiunto sul totale dell’industria pavese. Da parecchio tempo ormai sta però attraversando una crisi produttiva ed occupazionale.
“Regione Lombardia non dà seguito all’accordo quadro di sviluppo del 2022 sull’utilizzo dei sostegni economici – commenta Vinicio Peluffo, capogruppo democratico in commissione Attività Produttive alla Camera, e aggiunge – Inoltre, l’esecutivo Meloni non rende disponibili misure, già finanziate dai governi precedenti, oppure propone risorse irrisorie, come previsto dalla legge sul Made in Italy che all’articolo 11 stanzia misure per la transizione verde e digitale nel comparto della moda pari a soli 15 milioni di euro a livello nazionale”.
La richiesta dei firmatari dell’interrogazione rimane quindi la stessa di quattro settimane fa: istituire e convocare un tavolo di crisi con tutte le parti in causa presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, cominciando da Regione Lombardia e dal Comune di Vigevano, per assicurare la sostenibilità produttiva e la salvaguardia dei livelli occupazionali del distretto calzaturiero territoriale.
“Visto che il Governo ha scaricato tutto sul Comune, che l’amministrazione comunale avviasse davvero le richieste necessarie per sollevare il settore”, ha concluso Peluffo.