La scuola italiana finisce sotto accusa con la decisione della Commissione europea di denunciare lo Stato alla Corte di giustizia dell’Ue per l’utilizzo abusivo di contratti a tempo determinato e di condizioni di lavoro discriminatorie: insomma, gli insegnanti precari, nel bel Paese, sono troppi : 250mila secondo i sindacati, molti meno, ma comunque tantissimi, 160mila, per il Ministero dell’istruzione.
Non solo, secondo il rapporto della Commissione, i precari italiani non hanno nemmeno una progressione salariale, come invece accade in altre nazioni del vecchio continente.
E a Pavia? Nonostante la confusione, molta, delle prime settimane, lo sconforto di molti precari storici per l’addio al sistema della messa a disposizione (Mad) e l’ingresso dell’ “interpello” (una sorta di bando per la ricerca di figure con competenze precise) – secondo Elena Maga della Cisl – si è fatto un passo avanti verso la normalizzazione. In provincia di Pavia il corpo docenti, contando tutte le scuole di ogni ordine e grado, è di circa 6500 unità.
Dopo l’ultimo concorso nazionale, che ha arruolato 20mila docenti (saranno 70mila entro il 2026) a Pavia sono state “accantonate” circa 1500 cattedre, destinate appunto a coprire le cattedre vacanti. Un numero che, sebbene ancora insufficiente, va a riempire una parte significativa del vuoto degli ultimi anni. A breve, tra l’altro – ha aggiunto Maga – dovrebbe iniziare la terza chiamata per i supplenti inseriti nelle graduatorie provinciali (Gps).







