Striscioni, cartelloni con scritte, lumini o più semplicemente una rosa. Questi i gesti di più di mille fan che si sono radunati a Parco Sempione, nel cuore di Milano, per commemorare Liam Payne, ex membro dei One Direction, scomparso a 31 anni.
Payne è deceduto dopo essere precipitato dal terzo piano dell’hotel Casa Sur a Buenos Aires. La polizia argentina sta ancora indagando sulle circostanze della tragedia. Secondo il procuratore, l’assenza di ferite da difesa potrebbe indicare che il cantante fosse incosciente al momento della caduta. L’autopsia ha rivelato un’emorragia interna e numerose lesioni traumatiche. Liam era in città per assistere al concerto dell’amico e collega Niall Horan. Fonti locali riferiscono che, poco prima della tragedia, era apparso agitato nella hall dell’albergo.
Alcuni testimoni hanno notato un comportamento insolito, probabilmente dovuto a alcol o droghe. Nonostante il successo planetario con i One Direction, l’artista ha sempre lottato con la sua salute mentale. Già da giovane, la pressione della fama non ha fatto che aumentare le sue battaglie personali. Il trentunenne, che da sempre ha reso pubbliche le sue sfide con depressione, ansia e abuso di alcol, ha raccontato di essersi sentito sopraffatto dal peso della notorietà. Liam Payne ha lasciato un’eredità senza eguali, che va oltre i successi in classifica: ha dimostrato che la vulnerabilità non è debolezza, e chiedere aiuto è un atto di straordinario coraggio, soprattutto nei momenti più bui.







