Tecnologia e cultura del dono: è su questi due binari che passa la sfida per ridurre le liste d’attesa dei trapianti.
A Palazzo Lombardia il confronto tra istituzioni, medici e ricercatori ha messo a fuoco priorità e criticità di un sistema che resta tra i più avanzati in Europa. L’obiettivo è aumentare i trapianti. Perché, nonostante numeri già alti – oltre 4.500 interventi in Italia nel 2025 – la domanda supera ancora l’offerta e i tempi restano spesso troppo lunghi per i pazienti più gravi.
La Lombardia conferma il suo primato, con una rete sanitaria diffusa e risultati concreti: nove donazioni e diciotto trapianti in sole 72 ore lo scorso marzo. Ma, sottolinea il presidente Attilio Fontana, serve un passo in più: aumentare i donatori e rafforzare la cultura della solidarietà. Per l’assessore Guido Bertolaso la strada è chiara: più organizzazione, tecnologie accessibili e meno opposizioni alle donazioni, ancora troppo elevate. Decisiva proprio l’innovazione: dall’intelligenza artificiale alle nuove tecniche di perfusione, che permettono di conservare meglio gli organi e ampliare quelli utilizzabili. Tradotto: più possibilità di trapianto.
Resta però un nodo culturale. Le opposizioni alla donazione sono in aumento e rischiano di frenare i progressi. Per questo, il messaggio è netto: servono campagne più efficaci e una consapevolezza diffusa.
Perché è lì che si gioca la vera partita: trasformare un sistema che funziona in una rete capace di salvare ancora più vite.








