La sfida della mobilità per la città del futuro comincia dal trasporto pubblico locale. Nelle grandi aree metropolitane ormai vive oltre il 60% della popolazione mondiale. Essa si compone di studenti, lavoratori e pensionati, 3 categorie con esigenze diverse. Un trasporto pubblico locale che sia efficiente, quindi, deve poter accontentare tutti i tre diversi gruppi, sviluppando linee che colleghino le zone periferiche con il centro. Perché occorre ragionare in termini di vasta area metropolitana, non solo di centro città.
Questa è, perlomeno, la direzione in cui bisogna andare secondo l’assessora alla mobilità del Comune di Milano, Arianna Censi, che ha discusso la sua visione in uno dei tanti incontri durante la festa meneghina dell’Unità. Secondo l’assessora, è necessario investire sul trasporto pubblico locale primariamente per una questione di sostenibilità, riducendo le emissioni dei veicoli privati. Per l’assessora Censi, quindi, il trasporto pubblico locale deve portare a un graduale abbandono del mezzo personale. Per fare ciò, però, va assolutamente potenziato, soprattutto per quanto riguarda i servizi in sharing.
L’assessora è consapevole che abbandonare il mezzo privato comporta chiedere un sacrificio ai cittadini. Allo stesso modo, però, è convinta che sia una semplice questione di cambiare le loro abitudini. Le modifiche alla viabilità, percepite all’inizio come un ostacolo e una deterrenza, pian piano a detta sua dovrebbero diventare la nuova consuetudine.
Se parlare di aree metropolitane significa occuparsi di una città sin dalle zone periferiche, allo stesso modo, non si può tralasciare il centro. In una città come Milano, è certo il presidente del Municipio 1 Mattia Abdu, la viabilità deve rimanere regolamentata. Il suo centro è piccolo e frastagliato, perciò la presenza dell’area c è importante perché limita la circolazione di mezzi troppo inquinanti.
Il trasporto pubblico locale può anche essere utilizzato come misura non di contrasto, ma perlomeno contenitiva, per il fenomeno dell’overtourism.
Tutte queste misure, ovviamente, comportano dei costi. L’assessora Censi, riprendendo un allarme lanciato qualche giorno fa dal collega Emmanuel Conte, ha ricordato a bilancio per il solo trasporto pubblico locale sono stati stanziati 1 mld e 50 mln di euro, quasi un terzo del totale. Tuttavia, dal fondo nazionale, arrivano solo circa 264 mln di euro.
L’amministrazione di Giuseppe Sala, però, ormai è giunta al suo ultimo anno. Quindi, sia l’assessora Censi che il presidente Abdu hanno espresso la linea che, a detta loro, dovrebbe adottare la giunta che seguirà quella attuale.

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