La “tempesta” di Scordio: realtà, finzione e isolamento

Featured Video Play Icon

Amore, paura, desiderio, rabbia e, speranza: le cinque passioni che muovono l’uomo, mettendone in evidenza le luci ma anche le ombre. Specie nei tempi bui. Cinque ingredienti, che uniti, impastati e poi stesi fino a una lunghezza di 83 minuti, compongono La tempesta, il nuovo film di Giuseppe Scordio, co-diretto con Attilio Tamburini. L’opera, presentata in anteprima al Palazzo Cinema Anteo di Milano, è una rilettura dell’ultimo omonimo doloroso capolavoro di William Shakespeare e si colloca a metà tra cinema e teatro. Il dramma narra di Prospero, legittimo duca di Milano, tradito dal fratello Antonio e costretto all’esilio su un’isola insieme alla figlia Miranda. Anni dopo, grazie alle sue arti magiche e all’aiuto dello spirito Ariel, Prospero provoca una tempesta per far naufragare sull’isola i suoi nemici di ritorno da un matrimonio a Tunisi, tra cui Antonio, nuovo duca di Milano e il re di Napoli, Alonso. Sull’isola, luogo fuori dalle regole della civiltà, Prospero guida gli eventi per smascherare i tradimenti e le avidità, ottenere il pentimento di Alonso e ristabilire la giustizia. La tempesta riflette sul legame tra uomo, natura e società, mettendo in scena una metafora della crisi globale vissuta non ai giorni nostri, bensì negli anni della pandemia. È infatti in quel momento che l’opera prende vita, come raccontato dall’autore e regista Giuseppe Scordio. Giuseppe Scordio, Regista (come nasce) Un periodo precario, indimenticabile e che ha inesorabilmente segnato il mondo. Una crisi di fatto mai finita, amplificata ulteriormente dai conflitti globali, da quello russo-ucraino al frastagliato fronte mediorientale. Ai tempi della pandemia, tutto però era chiuso, la cultura si fruiva a livello domestico, non più sociale, perciò la diffusione era limitata. Per rappresentare l’isolamento, la produzione del film La tempesta ha scelto come set l’Isola di Ischia, nel Golfo di Napoli. Un luogo suggestivo, un grande palcoscenico dove realtà e finzione si fondono e, al contempo, un rifugio simbolico in cui l’arte può continuare a esistere e a interrogare il presente, dialogando direttamente con la natura. Gianfilippo Maria Falsina, Assistente alla direzione artistica (ambiente naturale) La struttura narrativa dell’opera è circolare: il racconto nasce in un teatro, si sviluppa sull’isola e ritorna infine al teatro stesso, simbolo di memoria e rinascita. Come Prospero torna a Milano per riprendersi il suo ducato, così l’autore e protagonista Giuseppe Scordio si risveglia e si riappropria del luogo dell’arte, il teatro, congedandosi con le parole di Shakespeare, “Noi siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni”. E con lui, tutto il cast, chiamato alla sfida di fondere gli archetipi dei personaggi con il proprio estro creativo. Enzo Giraldo, Attore (Sfida Shakespeare per un attore) La forza evocatrice della poesia diventa uno strumento capace di raggiungere le profondità dell’animo umano, soprattutto delle nuove generazioni. Il personaggio di Miranda, simbolo di purezza e stupore, rappresenterebbe una possibilità di rinascita, un futuro diverso. Attilio Tamburini, Regista (amore e speranza) Dopo una parentesi allo Spazio Tertulliano di Milano, fondato nel 2010 dallo stesso Giuseppe Scordio, fino a mercoledì 29 aprile, La tempesta avrà nuove proiezioni al Cinema Troisi di San Giuliano Milanese il 13 maggio e all’Astra di Como il 21 maggio.

Tutti i giorni su Milano Pavia TV