Ponte Bressana, con il senso unico 12 mesi da incubo per camionisti e pendolari ‘controcorrente’

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A 10 giorni dall’avvio dei lavori al ponte di Bressana e dopo che la Prefettura ha annunciato il senso unico alternato per 1 anno sulla Statale 35, non si placano le polemiche e le accuse a un sistema che, secondo alcuni, avrebbe dovuto (e potuto) prevedere soluzioni alternative al caos annunciato, per l’estate e i mesi a seguire.

Simone Verni, ex consigliere regionale del Movimento 5 Stelle che 6 anni fa presentò in Regione una mozione per prolungare la tangenziale di Pavia e costruire un ponte nuovo (rimasta lettera morta), oggi alza il tiro sul governo: “Non potevano far costruire un ponte provvisorio dall’esercito? Così magari – scrive – almeno la questione del traffico veicolare poteva essere mitigata”. 

Alla questione pendolari, penalizzati sia dai lavori sulla ferrovia Milano Genova che da quelli alla strada statale, se ne aggiungono altre, come il divieto di transito per i mezzi pesanti, con le imprese costrette a raggiungere il ponte di Spessa Po, al confine con Piacenza, o a pagare salati pedaggi sull’A7 per oltrepassare il fiume.

O ancora, quelle che riguardano di più chi vive sulla sponda pavese e lavora in Oltrepò, un pendolare…al contrario insomma, che si troverà in pratica sempre…contromano: al mattino si andrà infatti solo verso Pavia, al pomeriggio verso l’Oltrepò e la notte in entrambi i sensi, con i semafori “intelligenti”. 

La richiesta di alcuni sindaci di creare una corsia ciclabile sempre aperta avrebbe potuto forse dare qualche sollievo per i piccoli spostamenti, ma è stata totalmente scartata dai tecnici per ragioni di sicurezza. 

Come resta da capire, vista l’estate alle porte, cosa accadrà nei week end, quando i flussi di traffico, anche qui, sono inversi rispetto alla settimana lavorativa. 

Su questo aspetto sembra che le autorità siano disponibili a un confronto dopo l’avvio della sperimentazione.