Dichiaravano più migranti di quanti in realtà ne ospitavano davvero. Con questa accusa, a seguito delle indagini della guardia di finanza, la procura ha chiesto il rinvio a giudizio del presidente della Cooperativa Faber Fabio Garavaglia con l’accusa di truffa, falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico, frode nelle pubbliche forniture e omessa dichiarazione. Inoltre ha predisposto il sequestro di 66 mila euro della cooperativa, che si occupava della gestione e dell’accoglienza dei migranti in lomellina. Dal mese di maggio 2023 la Guardia di finanza con la collaborazione della prefettura di Pavia ha condotto un’attività di indagine nei confronti della Faber, che ha gestito, in regime di convenzione diversi centri di assistenza per migranti. Secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti la cooperativa ha indotto in errore la Prefettura dal 2021 al 2023 in merito al numero
di ospiti davvero presenti nei centri. Di conseguenza sarebbero stati maggiori del dovuto anche i fondi che pervenivano alla cooperativa, grazie anche alla falsificazione dei registri mensili che attestavano le presenze all’interno dei centri gestiti. L’altra accusa mossa dalla procura riguarda, invece, servizi non erogati, ai quali la cooperativa era tenuta a provvedere da contratto e per i qual riceveva un corrispettivo mensile. Per questo la stessa prefettura dall’aprile 2023 ha provveduto alla risoluzione del contratto. Secondo le indagini della guardia di finanza il presidente della Cooperativa avrebbe conseguito un reddito derivante anche dalle distrazioni di denaro dalla società, omettendo di presentare le prescritte dichiarazioni. Il responsabile Fabio Garavaglia si dichiara estraneo alle accuse e ha confermato l’intenzione di difendersi in tribunale.







