Carpivano la fiducia degli anziani e, con la scusa di riparare i tubi dell’acqua, si fingevano tecnici incaricati ed entravano nelle case. Sono state formulate le prime richieste di rinvio a giudizio per due dei tre responsabili, imputati per i colpi tra il maggio e luglio 2023, ai danni degli anziani, raggirati.
In tutto ci sono 31 colpi, che hanno fruttato un bottino di diverse migliaia di euro. Colpi che si sono susseguiti in tutto il Nord-Ovest d’Italia ma che hanno interessato la Lomellina, il Pavese e l’Oltrepò. Di questi 18 si sono verificati tra Mortara, Ceretto e Casteggio.
La Procura del tribunale di Asti, presso cui si sta svolgendo il processo, ha rinviato a giudizio due dei tre colpevoli della banda, le cui auto (con targhe clonate) sono state ritrovate in un cascinale delle colline astigiane. Secondo le indagini, la tecnica utilizzata era sempre la stessa. Ad agire erano sempre in tre. Uno restava in auto, gli altri due si vestivano con attrezzature, indumenti e tesserini falsi.
Agli anziani raggirati raccontavano che nelle tubature dell’acqua ci fosse un gas nocivo per l’oro e per la filigrana delle banconote e invitavano i padroni di casa a mettere tutto in un sacchetto. Inoltre, per distrarre le vittime, spesso liberavano nell’aria uno spray urticante. I due colpevoli, entrambi residenti in Piemonte, rischiano ora una condanna di dieci anni e otto mesi di carcere.







