C’erano anche due abitazioni in questa frazione tra i vigneti di Montù Beccaria, Castagnola, tra quelle in cui la cooperativa Desy, finita al centro di una maxi inchiesta per una truffa milionaria, ospitava alcuni migranti. Una decina, a volte di più, a volte di meno, spiega il sindaco Mary Lardini, “poi più di un anno fa hanno chiuso e sappiamo che almeno una delle case è stata venduta. Ma sa – continua – noi sapevamo poco, era tutto gestito dalla prefettura”.
Qui c’era uno dei tre Cas (centri di accoglienza straordinaria) gestiti dalla coop in provincia. Gli altri erano nella vicina Santa Maria della Versa e a Pavia. Ma l’inchiesta che ha portato a cinque arresti e al sequestro di beni per oltre 700mila euro è partita e si è sviluppata lontano, in particolare in provincia di Salerno dove aveva sede la Desy ed era iniziata due anni fa in provincia di Pistoia, con il controllo da parte dei carabinieri dei Nas di uno dei molti Centri di accoglienza gestiti dalla coooperativa.Le persone coinvolte, amministratori e collaboratori della coop, sono accusate a vario titolo di concussione, frode, truffa ai danni dello Stato e falso ideologico.
Secondo gli inquirenti essi “avrebbero utilizzato sistematicamente false attestazioni e duplicazioni di fatture, con un intento lucrativo perseguito a danno dello Stato e con conseguenze dirette sulle condizioni di vita dei richiedenti asilo, privati di assistenza, servizi essenziali e opportunità di integrazione”. Alcuni richiedenti asilo hanno spiegato di essere rimasti anche 10 giorni senza cibo, nonostante i versamenti dello Stato verso la cooperativa per provvedere al loro sostentamento: nel periodo 2022-2024 la Desy avrebbe percepito oltre 1,2 milioni di fondi pubblici per la gestione dei vari centri.







