Omicidio Cilavegna: la passeggiata poi la lite, il dramma in un quarto d’ora

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Un quarto d’ora di buco, durante il quale si è consumato il delitto. Questo dovrà essere ricostruito nelle indagini per l’omicidio avvenuto a Cilavegna nella notte tra martedì e mercoledì scorso. Per la morte di Giuseppe Sgroi sono state fermate due persone: il fratello Massimo e l’amico Giuseppe Di Stefano, entrambi conviventi della vittima nell’appartamento all’ultimo piano del condominio “Le Ginestre” di via Dei Mille. I loro ruoli nella vicenda sono tutti da chiarire.

Nelle scorse ore si è svolta l’udienza di convalida. Massimo Sgroi, assistito dall’avvocato Valentina Zecchini Vaghi, ha ribadito quanto detto nel corso dell’interrogatorio con i carabinieri: quando è avvenuto il fatto, sostiene, era in un’altra stanza a guardare la televisione. Ha spiegato di non essersi nemmeno accorto che il fratello era uscito di casa e poi rientrato.

Durante l’udienza di venerdì mattina, infatti, è emerso un fatto nuovo: la vittima era uscita di casa alle 23.35 per poi fare rientro alle 23.55. Era da solo, come dimostrerebbero i filmati delle telecamere di videosorveglianza. La chiamata al numero di emergenza è stata effettuata tra le 00.12 e le 00.13. La lite e il pestaggio in seguito al quale Giuseppe Sgroi è morto, quindi, sono avvenuti in un quarto d’ora appena. Pochi minuti, per generare una tale violenza. L’autopsia non è ancora stata effettuata: potrà chiarire le cause della morte e le modalità dell’aggressione.