Omicidio Incarbone, accuse derubricate: c’è la prima condanna

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Accuse derubricate e una prima condanna che è però molto più lieve rispetto a quanto chiesto dal pubblico ministero. E’ arrivata la prima sentenza per l’omicidio dell’autotrasportatore Filippo Incarbone, avvenuto nella notte tra il 4 e 5 gennaio del 2021 in un appartamento di Vigevano, alla Buccella. Gianluca Iacullo, uno dei due imputati, è stato condannato a 6 anni di carcere con rito abbreviato: l’accusa ne aveva chiesti 16.

Per lui, come per l’altro imputato, Michael Mangano, l’imputazione è passata da omicidio volontario pluriaggravato ad omicidio preterintenzionale. Il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Pavia ha quindi di fatto accolto la linea degli avvocati dei due imputati. Michael Mangano, che è considerato l’autore materiale dell’omicidio e che deve a sua volta rispondere di occultamento di cadavere, comparirà invece davanti alla corte d’assise il 27 maggio. Filippo Incarbone, la notte della sua morte, sarebbe stato colpito con calci e pugni da Mangano al termine di una discussione. Iacullo avrebbe invece assistito al pestaggio e poi aiutato l’amico a sbarazzarsi del cadavere dell’autotrasportatore gettandolo nel Ticino, dove era stato poi ritrovato dagli investigatori.

Nelle ricostruzioni della procura è emerso che Incarbone avrebbe implorato di non essere più colpito dicendo di star male e di avere problemi di salute. Stando alle perizie il 49enne sarebbe morto per infarto, ma non è chiaro se a causa delle botte subite o come conseguenza della serata a base di alcol e droga.