Caso Ramy, i pm confermano l’omicidio stradale per il carabiniere

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Si torna a parlare della morte di Ramy Elgaml, giovane di 19 anni, coinvolto in un tragico incidente stradale lo scorso novembre. La Procura ha confermato la richiesta di processo per omicidio stradale nei confronti di Fares Bouzidi, alla guida dello scooter, e di un carabiniere, che guidava l’auto della colonna inseguente.

Secondo gli inquirenti, la tragedia è avvenuta durante un inseguimento di circa 8 chilometri: lo scooter, in manovra azzardata, avrebbe perso il controllo, e il contatto con l’auto dei militari ha causato la caduta fatale. La Procura sottolinea come la distanza ravvicinata mantenuta dall’auto sia stata determinante nell’incidente.

Ma il fascicolo non si ferma qui: altri sei carabinieri sono indagati, con accuse che spaziano da false dichiarazioni a depistaggi, per presunti tentativi di coprire ciò che era accaduto sul posto.

Per due volte i pm nei mesi scorsi hanno chiesto al gip di effettuare una “perizia terza” sulla dinamica in incidente probatorio. Istanza che però è sempre respinta. Ora la Procura dovrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio per Bouzidi e i sette i militari.

Una vicenda che riapre il dibattito su sicurezza, responsabilità e correttezza nelle operazioni delle forze dell’ordine. Per le famiglie, per la città, resta una domanda dolorosa: come poteva finire diversamente?