Corvetto, troppi dubbi sulla morte di Ramy Elgaml: disposta la sepoltura

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Sulla morte di Ramy Elgaml ci sono ancora molti dubbi. Quesiti ai quali magari potrà dare una risposta il 22enne che guidava lo scooter la notte in cui è morto Ramy Elgaml durante l‘inseguimento coi carabinieri a Milano. Il giovane infatti si è svegliato dal coma

Il 22enne era ricoverato da quasi una settimana all’ospedale San Paolo e ha aperto gli occhi nel pomeriggio di sabato. Gli amici dei due ragazzi, originari del quartiere Corvetto hanno organizzato una fiaccolata per chiedere la “verità” su quanto accaduto. 

Dagli esami emerge che Ramy è morto sul colpo e, secondo i primi esiti, non per lesioni al cranio – il giovane durante la fuga in moto aveva perso il casco – bensì interne: da quanto è stato riferito sarebbe stata decisiva la dissezione dell’aorta. Da capire se il giovane ha perso la vita per l’impatto con il muretto o per il palo del semaforo divelto dalla gazzella che lo ha travolto.

La morte di Ramy ha scatenato un’ondata di disordini nel quartiere milanese di Corvetto, periferia sud di Milano. Fuoco e fiamme che hanno fatto discutere negli ultimi giorni con schieramenti politici netti. Nelle ultime ore a dire la sua è stata la rettrice del Politecnico Donatella Sciuto dichiarando che “la cosa più sbagliata che possiamo fare è demonizzare quella reazione, da lì a parlare di emergenza in una città intera ce ne vuole, io non la vedo. Questi ragazzi non si sono sentiti parte di una comunità e dobbiamo fare di tutto per raggiungerli, un primo passo importante sarebbe farli sentire italiani.

Intanto la procura di Milano ha dato il nulla osta alla sepoltura di Ramy . 

La restituzione del corpo alla famiglia per i funerali è stata disposta al termine degli ultimi accertamenti dell’indagine. La polizia locale ha infatti depositato una informativa con molti rilievi fotografici che ora verranno analizzati. Gli accertamenti, delegati ai carabinieri del nucleo investigativo, si stanno concentrando tra l’altro alla ricerca di eventuali segni di impatto tra la gazzella e la moto su cui viaggiavano i due ragazzi. 

Al momento non si esclude una consulenza cinematica per ricostruire la dinamica dell’incidente su cui ancora non c’è chiarezza.