Ergastolo a Impagnatiello: Giulia Tramontano viva nelle parole della sorella

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Alessandro Impagnatiello dovrà scontare l’ergastolo per aver ucciso Giulia Tramontano, sua ex compagna e incinta al settimo mese nel momento in cui è morta. È questa la decisione della corte d’Assise di Milano. 

Una decisione che esprime giustizia. Impagnatiello, per la corte, era dunque capace di intendere e di volere nel momento in cui ha ucciso Giulia. “Un manipolatore con tratti narcisistici” dicono i medici che hanno effettuato la perizia psichiatrica richiesta dai giudici. 

In lui c’era “una dimensione rabbiosa che è sfociata nel femminicidio”. 

Impagnatiello durante tutto il processo, iniziato il 18 gennaio del 2024, non ha mai acconsentito ad essere ripreso dalle telecamere. Ha sempre tenuto la testa bassa, con uno sguardo visibilmente provato. Durante il suo interrogatorio, Impagnatiello ha pianto quasi tutto il tempo, dicendosi dispiaciuto. 

Quello che vediamo il giorno della sua sentenza, è un uomo diverso: acconsente alle telecamere di essere ripreso, non abbassa mai lo sguardo e si mostra sicuro di sé. Cosa sia scattato in lui in questo anno di udienze non è dato sapersi, tanto che dopo la sentenza, le sue avvocate raccontano che Impagnatiello “non ha detto niente”. 

I giudici hanno condannato l’uomo all’ergastolo per l’omicidio pluriaggravato, non riconoscendo alcuna attenuante ed escludendo solo l’aggravante dei futili motivi, mantenendo quelle della premeditazione, della crudeltà e del rapporto di convivenza. 

L’ex barman di 31 anni, uccise Giulia Tramontano dopo che era venuta a galla l’esistenza di una relazione parallela con un’altra ragazza, collega di lavoro. La colpì per 37 volte con un coltello, tentò di bruciare il corpo e poi lo nascose in strada, avvolto in sacchi della spazzatura. 

Giulia, ora, rimarrà viva nelle parole della sorella.