Fermata la banda dei furti in metropolitana, scattano otto arresti

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L’Italia: un paradiso per gli zingari. Così definiva il nostro paese il gruppo di cittadini bosniaci arrestati dalla polizia, che di professione facevano i borseggiatori, anzi le borseggiatrici, visto che le autrici materiali dei furti erano le donne. Mentre gli uomini, a parte organizzare la fase operativa e logistica, passavano le giornate a spendere quello che le loro mogli, figlie, fidanzate rubavano da borse e zainetti – soprattutto di turisti – a Milano, in metropolitana, in centro, ma anche in trasferta nelle altre città d’Italia.

Guadagnavano 20/30mila euro al mese. In estate anche 2mila 2500 euro al giorno. Avevano le tasche piene di soldi di tutte le valute. Il capo era chiamato “il bimbo”, erano tutti giovanissimi. Tra di loro anche alcuni minorenni sfruttati per commettere questi reati. Le donne poco piu che ventenni ma con 7/8 figli a seguito e per di più in stato di gravidanza, per evitare, una volta prese, di finire in carcere.

Le donne rubavano per 10 ore al giorno, gli uomini trascorrevano le ore all’acquisto di abiti di lusso, auto, in centri termali.