Giulia tramontano, condannato all’ergastolo Alessandro Impagnatiello

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È rimasto impassibile Alessandro Impagnatiello alla lettura della sentenza che lo ha condannato all’ergastolo per l’omicidio di Giulia Tramontano, morta mentre era incinta al settimo mese.

Una condanna che arriva nella giornata contro la violenza sulle donne. Quando è stata letta la sentenza l’imputato era appena entrato, scortato dagli agenti della polizia penitenziaria. Impagnatiello si è presentato con un maglione grigio, la testa rasata e uno sguardo alto, rivolto alle decine di giornalisti e cameraman presenti in aula. Come a sfidare il mondo, non ha abbassato gli occhi fino a quando non si è seduto, lasciandosi alle spalle anche i familiari di Giulia Tramontano.

Sentenza che ha escluso l’aggravante dei futili motivi ma che ha sposato in pieno la richiesta della pubblica accusa. Impagnatiello è stato infatti condannato all’isolamento diurno per 3 mesi (18 quelli chiesti dalla procura). La corte ha riconosciuto le aggravanti della premeditazione, del vincolo affettivo che legava vittima e omicida e della crudeltà. Infatti il 31enne è stato riconosciuto colpevole non solo del femminicidio della compagna ma anche dell’occultamento del suo cadavere e dell’interruzione non consensuale di gravidanza.

L’imputato è stato condannato a tre mesi di isolamento e a risarcire con provvisionali da 200mila euro ciascuna il padre e la madre di Giulia e con 150mila euro a testa il fratello e la sorella della vittima.