Un edificio pubblico che – una volta liberato da occupazioni abusive – resta vuoto e vulnerabile per mesi… finché qualcuno non lo “riapre” alla città. È quello che sta accadendo in via Morgantini 5 a Milano, dove ALER Milano ha deciso di cambiare registro: non più “sgombero e attesa” ma sgombero e subito lavori.
Fino a poco tempo fa, dopo la liberazione di un alloggio, le case venivano sigillate e messe “in lista d’attesa” per la manutenzione, con il rischio che restassero vuote a lungo e venissero nuovamente occupate. Ora la strategia è diversa: il cantiere parte immediatamente appena lo spazio è liberato, grazie a una procedura che porta il tecnico di Aler già sul posto durante la consegna, valuta i lavori necessari e affida subito all’impresa gli interventi di ristrutturazione. Questo evita tempi morti, riduce i rischi di nuove occupazioni abusive e accelera la consegna alle famiglie in graduatoria.
Così il cantiere di via Morgantini non diventa solo un luogo di ripristino edilizio, ma un simbolo di una nuova frontiera nell’abitare sociale: più veloce, più efficiente e meno esposta alle forzature illegali.







