Impagnatiello, Giulia avvelenata da mesi. La difesa: “Quantità veleno irrisoria”

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Analizzato in aula uno degli elementi cruciali per stabilire l’aggravante della premeditazione nei confronti di Alessandro Impagnatiello, l’ex barman reo confesso dell’omicidio della sua ex compagna Giulia Tramontano, incinta di sette mesi. 

Sotto esame i test tossicologici effettuati post portem sulla ragazza. Nel mirino il veleno per topi (Bromadiolone) che Impagnatiello ha somministrato per mesi alla compagna. Il medico tossicologo Mauro Minoli ha affermato in aula che “è impossibile dire quando è iniziata la somministrazione”. Era però presente nel capello della ragazza durante l’autopsia, dunque l’assunzione era avvenuta nell’arco degli ultimi due mesi. Ed è stato rilevato, seppur in quantità totalmente diverse, sia nella madre sia nel feto.

Da una parte, questo segna una vittoria per la parte civile che in aula difende la famiglia Tramontano. 

Dall’altra, per la difesa, le dichiarazioni del tossicologo sono state “vaghe”, e soprattutto “la quantità di veleno presente nell’organismo di Giulia è irrisoria”.