Adesso si gioca a carte scoperte. Nella vicenda del Centro Sportivo XXV Aprile emergono i dettagli dei progetti sul futuro di uno degli impianti simbolo dell’atletica milanese.
Negli ultimi dieci anni la gestione affidata a federazione e società sportive ha garantito apertura quasi continua, investimenti sulle strutture e soprattutto un risparmio importante per il Comune, stimato in oltre due milioni e mezzo di euro complessivi.
Eppure oggi lo scenario cambia. Palazzo Marino ha avviato un percorso di partenariato pubblico-privato per la riqualificazione dell’impianto, senza dare continuità al modello attuale.
Sul tavolo ci sono proposte molto diverse: da una parte quella del mondo dell’atletica, che punta a mantenere la vocazione storica del centro; dall’altra un progetto alternativo che ridisegna l’area, e addirittura ipotizza abbattimenti di piante e cubature esistenti e ignora (o azzera) l’impianto indoor di atletica, in costruzione da oltre dieci anni e tuttora incompleto.
Nato negli anni ’60 come campo scuola del CONI, il XXV Aprile è sempre stato un punto di riferimento per l’atletica leggera, ai piedi del Monte Stella. Qui sono cresciuti campioni e generazioni di sportivi, ed è ancora oggi uno spazio fondamentale per scuole e runner. Forse anche per questo la risposta cittadina e del CUS è stata immediata







