Milano il trapper Shiva condannato a 6 anni e sei mesi per tentato omicidio

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Il tribunale di Milano ha condannato a sei anni e sei mesi di carcere il trapper milanese Shiva per tentato omicidio. L’11 luglio di un anno fa aveva ferito con alcuni colpi d’arma da fuoco due persone che lo avrebbero aggredito nel cortile della sua casa discografica alle porte di Milano.

Il 24enne doveva rispondere delle accuse di detenzione illecita di arma da sparo e ricettazione della pistola, oltre che di tentato omicidio. Alla luce di questo quadro accusatorio il pm aveva richiesto una condanna di 7 anni.  I legali di Shiva, Daniele Barelli e Marco Campora, avevano chiesto invece l’assoluzione e hanno annunciato che presenteranno ricorso spiegando che il cantante “non avrebbe fatto altro che difendersi” dalle aggressioni dei rivali.

I fatti dell’11 luglio erano stati ripresi dalle telecamere di sorveglianza del parcheggio: la spedizione di due uomini e la reazione di Shiva con i colpi di pistola esplosi in direzione dei due in fuga, colpiti alle gambe. Un regolamento di conti, pare, che si spiega con vecchie ruggini legate alla sfera musicale. A seguito di quei fatti per Shiva è scattato il carcere prima del passaggio ai domiciliari lo scorso mese di febbraio.

Subito dopo la sentenza di condanna i legali hanno spiegato che “il ragazzo è coraggioso, forte e consapevole della propria innocenza”. “Ha la sua vita, il suo lavoro e i suoi fan che gli stanno vicino. È contento che l’opinione pubblica abbia capito: lui è stato aggredito in maniera brutale con una spedizione paramilitare da due lottatori di Mma. Ha fiducia nella giustizia” il commento dei due legali.

Durante il rito abbreviato Shiva ha reso dichiarazioni spontanee spiegando di non aver mai voluto uccidere i rivali e di essere oggi “una persona diversa e molto più responsabile”.