A pochi passi dal Castello Sforzesco, c’è una passeggiata alberata che da ora porta un nome pesante, nel senso più nobile del termine: quello di Umberto Eco.
Il tratto tra via Minghetti e via Lanza, proprio di fronte alla casa in cui lo scrittore viveva in piazza Castello 13, è stato intitolato al filosofo e romanziere scomparso nel 2016, a dieci anni dalla morte. Sulla targa una definizione semplice: “filosofo e scrittore”. Due parole che bastano a evocare un intellettuale capace di passare dalla semiotica ai bestseller mondiali, senza mai smettere di interrogare il presente.
La scelta del luogo non è casuale. Eco abitava qui, con una biblioteca di decine di migliaia di volumi che dopo la sua scomparsa è stata divisa tra Bologna e Milano. Intitolargli questa passeggiata significa restituirlo simbolicamente alla città che lui stesso aveva scelto.
Non cambia nessun indirizzo per i residenti, ma cambia lo sguardo di chi attraversa quest’area ogni giorno. Perché da ora in poi, camminare attorno al Castello sarà anche un modo per ricordare che tra queste vie ha vissuto uno dei pensatori italiani più influenti del Novecento. Un nome che diventa luogo, e un luogo che diventa memoria.







