Omicidio babysitter, sopralluogo della scientifica a casa di Pablo Gonzalez Rivas

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Mattinata di sopralluoghi e accertamenti da parte dei Carabinieri della Sezione investigazioni scientifiche nell’abitazione al quartiere Bicocca di Pablo Gonzalez Rivas e la compagna Johanna Nataly Quintanilla Valle. L’uomo ha confessato di aver strangolato, pur a suo dire non volendo far morire Johanna, e di aver nascosto il corpo simulando un allontanamento volontario della donna. 

Gli investigatori devono ancora far luce su diversi quesiti, sia sulle modalità della morte della donna sia sull’occultamento del cadavere. Per questo ci si concentrerà sulla ricerca di ogni traccia utile. 

Il Ris, in mattinata, ha effettuato i rilievi alla casa, al box e alla cantina di Gonzalez. Il luminol aiuterà a capire se ci sono tracce di sangue ripulite. Sembra comunque che in casa non siano grandi macchie evidenti, a conferma dell’ipotesi avanzata dagli inquirenti che non abbia tagliato il corpo della sua compagna ma che lo abbia “ripiegato” per farlo entrare nel trolley ripreso dalle telecamere di sorveglianza vicine al loro appartamento. 

Sempre in mattinata sono riprese le ricerche dei carabinieri – assieme a un’apposita squadra dei vigili del fuoco dotata di drone e coordinati dalla pm Alessia Menegazzo e dall’aggiunto Letizia Mannella – nei campi tra Inzago e Cassano d’Adda, in provincia di Milano. 

L’uomo, in carcere da venerdì scorso con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere, secondo gli inquirenti, non ha ancora dato un aiuto per far ritrovare il cadavere della compagna. Ha detto di averlo lasciato dentro un borsone nella zona di Cassano d’Adda, tra Milano e Bergamo, sul lato destro della carreggiata in un fosso, ma alle ripetute domande dei pm, non ha indicato un punto preciso, anche se, fanno notare fonti vicine alle indagini, per lavoro si occupava di manutenzione stradale e dovrebbe conoscere bene anche quelle zone. 

Per ritrovare il corpo potrebbero essere decisivi gli accertamenti irripetibili e informatici sul telefono del 48enne, che inizieranno nei prossimi giorni, perché attraverso i metadati del cellulare si potrebbe individuare dove si è fermato per abbandonare il borsone il 25 gennaio.