È stato trasferito dal carcere di Opera a quello di San Vittore l’ex capo ultras dell’Inter, Andrea Beretta, accusato dell’omicidio di Antonio Bellocco a Cernusco sul Naviglio. Il 49enne, che attualmente si trova in isolamento, sarebbe stato trasferito per timore di ritorsioni da parte della famiglia di Bellocco, tra le maggiori esponenti della ‘ndrangheta di Gioia Tauro.
Secondo quanto appreso, lo stesso Beretta avrebbe chiesto delle tutele ai magistrati, raccontando che era stato informato che qualcuno avrebbe tentato di ucciderlo.
L’omicidio ha scosso non solo famiglia e amici, ma anche i membri della tifoseria interista: “Come già più volte ripetuto – ha scritto la Curva nord in una nota – abbiamo imboccato la strada della trasparenza e dei valori come faro da seguire per ritrovare quell’armonia messa nuovamente a repentaglio da eventi che coi frequentatori della curva non hanno nulla a che vedere.
Questa ennesima ripartenza sebbene possa apparire ‘indolore’, impone invece – ammettono gli ultras – sacrifici enormi a chi si è assunto la responsabilità di garantire un futuro alla Nord e garantire proprio quella continuità nel proporre la qualità di tifo degli ultimi tempi”.
I guai con la giustizia di Beretta, del resto, erano iniziati tempo fa. Di recente è stato prosciolto in un caso di presunta estorsione, mentre a giugno era stato condannato per il pestaggio di un venditore ambulante a San Siro.







