Omicidio in cascina: analisi sul telefono del killer

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Il telefono di Damyan Dobrev è rimasto inattivo per circa quattro ore, dalle 18 alle 22 di sabato. Proprio nel range temporale durante il quale, secondo un primo esame del medico legale, sarebbe stata uccisa la novantenne Carla Quattri, colpita più volte alla testa con un barattolo di vetro.

Il cellulare del presunto killer verrà passato al setaccio dagli agenti della Squadra mobile, ma già a una prima occhiata è emerso quel particolare che non fa altro che indirizzare le indagini nella direzione già imboccata nella tarda serata di domenica: tra le 18 e le 22, sullo smartphone del ventunenne bulgaro sono arrivati messaggi e chiamate, rimasti a lungo senza risposta; l’interazione da parte del proprietario del telefono si è interrotta qualche minuto prima delle 18 ed è ripresa dopo le 22. Segno, ipotizzano gli investigatori che Dobrev ha probabilmente lasciato il cellulare nella sua stanza prima di recarsi nell’abitazione dell’anziana e poi l’ha ripreso in mano dopo averla assassinata. Quello che è successo dopo l’omicidio non è ancora chiaro, e pure su questo aspetto saranno decisive le verifiche sui tabulati telefonici: durante l’interrogatorio in Questura, il ragazzo ha riferito, seppur in maniera confusa, di aver preso la bicicletta e di essersi diretto verso il centro, dove avrebbe acquistato alcolici “in un bar o in una discoteca” (con i soldi rubati nell’appartamento della vittima) e di aver bevuto insieme ad alcune ragazze. Versione che Dobrev non ha ripetuto ieri davanti al gip, visto che si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Ora il giudice Alessandra Cecchelli convaliderà il fermo di indiziato di delitto e disporrà la custodia cautelare in carcere per il ventunenne, mentre la difesa sta valutando una richiesta di approfondimenti sullo stato psicologico del giovane, che era stato accolto dalla famiglia Quattri Bossi come un figlio.